Sporae

ed altri esercizi poetici

Un giorno o l’altro doveva accadere:e sì che la mia Musa storpia e zoppadi pazienza con me ne ha avuta troppae non poteva più soprassedere
alle mie scortesissime manieree lasciarmi ancor bere alla sua poppa…Ma so che il tempo che ogni mal rattoppaanche stavolta farà il suo mestiere.
Pacificata, tornerà la Musaa riempir d’altri versi la mia rete;e sarò ricco di altre sciocche merci
che un poeta “serio” in genere non usa.E infine dico a voi che mi leggete:"Non è un addio, bensì un arrivederci!"
Ho bisogno di una pausa: di cominciare a scrivere senza scadenze, di dedicare un tempo proprio alla poesia, di usare di più la matita e meno la tastiera, di scrivere qualcosa di più “lungo” (canzoni, racconti in versi, corone, raccolte…). Quindi, ciao!

Un giorno o l’altro doveva accadere:
e sì che la mia Musa storpia e zoppa
di pazienza con me ne ha avuta troppa
e non poteva più soprassedere

alle mie scortesissime maniere
e lasciarmi ancor bere alla sua poppa…
Ma so che il tempo che ogni mal rattoppa
anche stavolta farà il suo mestiere.

Pacificata, tornerà la Musa
a riempir d’altri versi la mia rete;
e sarò ricco di altre sciocche merci

che un poeta “serio” in genere non usa.
E infine dico a voi che mi leggete:
"Non è un addio, bensì un arrivederci!"

Ho bisogno di una pausa: di cominciare a scrivere senza scadenze, di dedicare un tempo proprio alla poesia, di usare di più la matita e meno la tastiera, di scrivere qualcosa di più “lungo” (canzoni, racconti in versi, corone, raccolte…). Quindi, ciao!

Io farei un rutto di quelli mai visti,
da sradicare i monti più pesanti,
per far cacare in mano i benpensanti,
tutti i politici, i capitalisti,

soldati e religiosi integralisti
e levarci ‘sti stronzi da davanti,
i cui giochetti folli e deliranti
stanno ammazzando dei poveri cristi.

Ma quando la pazienza sarà esausta,
Dio chiamerà il diavolo più brutto
e li farà inculare con un’asta

di trenta metri, con il culo asciutto:
e mentre grideranno “Ahia, basta!”,
ecco che il popolo godrà di brutto!

“La luce eterna è accanto a questo basso mondo, il latte puro è accanto ai fiumi di sangue.”

– Jalāl āl-Dīn Rūmī, Mathnawi II, 13

Alba d’estate:
nella voce di un gallo
scorgo la mia.

Nella sua malinconica
fissità serale,
lo stagno è tale e quale,
non cambia. Le emozioni
non mutano il suo aspetto.
Io, che in lui mi rifletto,
non sono mai uguale.