Sporae

ed altri esercizi poetici

“Sei incisa nel palmo della mia mano
come, sul muro della moschea,
i caratteri cufici.
Sei incisa nel legno della mia sedia amore mio,
nel bracciolo, nel sedile,
e tutte le volte che cerchi,
anche per un attimo solo,
di allontanarti
ti vedo nel cavo della mia mano.”

– Nizar Qabbani (via natapolla)

Erotismo platonico

Non per il corpo ti amo
(perché in sincerità sei racchia assai),
ma per l’acuta intelligenza che hai
e, quando discutiamo,
per l’universo di cose che sai:
amo il tuo spirito, mi son spiegato?
Nient’altro, solo quello.
Infatti vorrei fotterti il cervello.

… e adesso che mi sono dichiarato,
sono sempre un maiale
se ti domando una sega mentale?

Ormai nessuno scrive più in corsivo
e ammesso che qualcuno scriva a penna,
l’esito spesso è talmente cattivo
che si direbbe opera di renna

o di animale del pollice privo;
e ci scommetto pure la cotenna
che se prendo una biro, un foglio e scrivo,
anche la mia mano qua e là tentenna.

La colpa è dei pc - mannaggia a loro! -
se adesso sembra più che altro un gran tedio
scrivere con la mano neghittosa:

perciò ho deciso di porre rimedio
e rimparare a scriver con decoro
grazie al manuale del dottor Filosa.

Vedendoti così
oscillare nel vento
come uno stelo d’avena selvatica -
che cosa m’impedisce di abbracciarti?
Perciò si dice - “una cosa sola”
Come un bocciolo di rosa s’avvolge
stretto intorno a sé stesso -
io non abbraccerei
nient’altro - che la mia fragilità

Là dove c’è acqua che scorre, c’è vegetazione; là dove colano lacrime, si manifesta la misericordia di Dio.

Possa tu gemere come la noria ed avere gli occhi bagnati, affinché spuntino erbe verdi dal giardino della tua anima.

Se desideri versare lacrime, abbi pietà di colui che versa lacrime; se desideri misericordia, mostra compassione al debole.

– Jalāl āl-Dīn Rūmī, Mathnawī I, 824 - 826